mercoledì 20 settembre 2017

"PORNO MAMMUTH" // IN ESCLUSIVA SUL BLOG DI RISERVA INDIE IL SINGOLO D'ESORDIO DE "LE SOFFITTE DI ANNA" PER LA CLINICA DISCHI


In esclusiva per il blog di Riserva Indie ecco il video di "Porno Mammuth", il singolo de Le Soffitte di Anna tratto dall'album d'esordio "Buon sangue non mente", prodotto da Marco Malavasi, in uscita il 16 Ottobre per La Clinica Dischi



Il gruppo nasce fra le nebbie della pianura mantovana nel 2013 e vuole rendere omaggio, con la scelta del nome, al coraggio introverso di Anna Frank, con riferimento esplicito al suo nascondiglio. Dopo i tanti concerti in giro per l’Italia e la realizzazione di un Ep autoprodotto, la band inizia a lavorare al primo progetto di lunga durata, un disco scritto a sedici mani in una vecchia cantina in mezzo alla pianura padana. Ora quella cantina è stata demolita, ma le canzoni esistono ancora. Ogni brano di Buon Sangue Non Mente descrive un’emozione diversa: la gelosia, l’invidia, l’amore, alienazione sociale, la noia, l’uso e l’abuso di alcol e droga vengono raccontati con rabbia, voglia di distruzione, ma anche comprensione. Le parole di questo disco sgusciano fuori dai denti stretti di chi le ha incise su carta, il loro obiettivo è di perforare il microfono con forza e schiantarsi in faccia a chi hanno davanti. E’ un disco che si rivolge a tutti, giovani e non più giovani, ricco di riferimenti e citazioni di grandi scrittori (Montale, Ungaretti e Dostoevskij su tutti) che ne hanno fortemente influenzato le liriche. La band è composta da Matteo Zibordi, Luca Ventavoli, Marcello Ghiretti e Alessandro Alberti.


martedì 19 settembre 2017

"SOMEWHERE THERE'S HAPPINESS INSTEAD OF PAIN" // GRANT HART (HÜSKER DÜ) NELLE PAROLE DI LJUBO UNGHERELLI





Entriamo nel locale che c’è ancora poca gente. Trascorre qualche minuto e vediamo arrivare un tizio tutto infagottato, in là con gli anni, un improbabile berretto verde di lana calato in testa e in generale l’aria del classico senzatetto a cui mancano parecchie rotelle. Un “badass from South Saint Paul”, com’era uso autodefinirsi, provato da una vita difficile, troncata il 13 settembre 2017 all’età di cinquantasei anni. Fino all’ultimo, ha continuato a esibirsi in giro per mondo, spostandosi in treno attraverso i cinque continenti, sprovvisto di computer e finanche telefono cellulare (almeno così narra l’epica, peraltro da lui stesso foraggiata), concedendosi volentieri all’affetto di un pubblico non certo oceanico ma profondamente riconoscente per essere stato toccato dalla Musica di Grant Hart.


Affrontando l’hardcore e il power pop col piglio di un novello Bob Dylan, liricamente a metà tra lo storytelling e il nonsense, amministrando i pedali della batteria a piedi scalzi e gridando nel microfono, che si trattasse di fare i cori o di essere la voce principale, Hart ha attraversato quarant’anni di storia della musica con la discontinuità e la sregolatezza di ogni Genio che si rispetti, però cercando sempre di reinventarsi e di guardare avanti, benché fosse depositario di un canzoniere che avrebbe potuto farlo campare di rendita (artistica) senza doversi dannare più di tanto per inserire nelle scalette dei concerti composizioni inedite. E, parlando più spietatamente, benché fosse consapevole di avere i giorni contati.


Quel signore apparentemente un po’ svitato di cui si diceva all’inizio, potrebbe comparire in un remake del film di Virzì “My name is Tanino”, quando il protagonista incontra il suo idolo Chinaski, ormai derelitto. Senz’altro meno estremo in tal senso, e comunque lontano anni luce dallo stereotipo della fulgida icona del rock underground che Grant Hart impersona con pieno merito, l’uomo in questione canta, suona la chitarra, concede udienza ai fan prima e dopo il concerto, si accomoda al banchetto merchandise per vendere i suoi stessi cd. Un’umanità finanche esasperata, un’etica del “do it yourself” forse anche obbligata dalle circostanze. Ma poco o nulla, in realtà, può scalfire il fulgore dell’icona. Dell’autore di “2541”, “Never talking to you again”, “Sorry somehow”, “The last days of Pompeii”, “Green eyes”, “Don’t want to know that you are lonely”, “Old empire”, “She floated away” e decine di altre.


“Ho smesso di suonare ‘Diane’ per lo stesso motivo per cui l’ho scritta”, dichiara il signore malmesso di cui sopra, ormai ritrasformatosi nell’icona Grant Hart che torna sul palco, richiamato per il bis. La storia di una donna rapita, violentata e uccisa, narrata in prima persona dal suo aguzzino, ha evidentemente convinto Hart che qualcuno possa interpretare in chiave “eroica” il racconto, disincentivandolo così ad alimentare una rilettura distorta di una tormentata riflessione sul lato più oscuro della natura umana. “Al suo posto, suonerò un altro pezzo tratto dallo stesso disco.”
Il concerto si chiude dunque sulle note di “It’s not funny anymore”. Non è più divertente. Non è più divertente sapere che abbiamo perso Grant Hart.


Tutti i panegirici piovuti a cascata in questi giorni, quantunque scontati e prevedibili, recitano solo la sacrosanta verità. Per convincervene ulteriormente, fatevi un giro sulla giostra di un uomo che ha usato tutti i suoi sensi per tramandare una “legacy” artistica che sopravvivrà a qualunque malattia terrena.
“…somewhere there’s happiness instead of pain…” Grantzberg Vernon Hart (1961–2017)


Testo e foto di Ljubo Ungherelli

mercoledì 13 settembre 2017

L'UNDICI SETTEMBRE DELLA MUSICA ITALIANA // QUANDO NEL 1997 I CSI FINIRONO AL PRIMO POSTO IN CLASSIFICA SCALZANDO OASIS E GIORGIA


Erano ancora gli anni di Maurizio Seymandi e di Superclassifica Show. Jovanotti aveva fatto uscire il suo "Albero", i Litfiba esploravano (patetici) "Mondi Sommersi" e qualcuno faceva i conti con "La dura legge del gol". Dall'Inghilterra arrivava il terzo disco degli Oasis e Giorgia si preoccupava di farci sapere che "mangia troppa cioccolata". Al governo c'era il sempreverde Romano Prodi con una coalizione che vedeva Pds, PPi, Ud, Si, Fdv e l'appoggio esterno dei compagni di Rifondazione. In questo contesto di "splendida" vivacità culturale e politica, precisamente nella settimana tra il 5 e 12 Settembre 1997, arrivò al primo posto della classifica ufficiale dei dischi più venduti, il terzo album dei Csi, che con 50000 copie in una settimana (cinquantamila copie vere, non liquide) scatenò una valanga di discussioni sul presunto rinascimento della musica indipendente italiana e portò Lindo Ferretti da icona punk a diventare icona e basta. E proprio nel 1997, una band di Milano pubblicava, nel silenzio assordante, anche del Supertelegattone, un album destinato a fare storia quanto "T.R.E.": il suo nome era Afterhours e il disco "Hai paura del buio?".


Ecco lo streaming della puntata dell'Ultimo Negozio di Dischi sulla Terra del 15-12-2015 in cui Stefano Rossi ha presentato la seconda puntata della storia dei CCCP dedicata al progetto CSI e agli album "Ko de mondo", "Linea Gotica" e "Tabula Rasa Elettrificata". Vi ricordo che cliccando qui potete riascoltare la puntata del "Negozio" in cui Stefano ha raccontato i CCCP da "Affinità e divergenze..." a "Epica Etica Etnica Pathos".


CONTROPOTERE "È ARRIVATO AH POOK" LIVE, 30 ANNI DOPO!!! // TESTO E GALLERY DI SAMUEL FAVA


"AVREMO CURA DI REALIZZARE TUTTO CIO' CHE L'OSSESSIONE DELLA REALTA' HA DICHIARATO ASSURDO" 

Questo era ed è tuttora il motto dei CONTROPOTERE e, rispettando questo Spirito, dopo un lunghissimo fermo biologico, si sono presentati all'IN VENETO THERE IS NO LAW, festival punk di due giorni, arrivato alla terza edizione, che si tiene nelle campagne trevigiane, negli impianti sportivi PARABAE di Maserada sul Piave. Sono Terre queste che in passato hanno visto scorrere molto, molto sangue. Qui si sono combattute cruente battaglie della Prima Guerra Mondiale. Ora la zona non è più demanio militare ed è stata riqualificata. E qui i ragazzi di TREVISO PUNX hanno deciso di organizzare la terza edizione di IVTINL, scelta ben pensata dato che la zona è piuttosto isolata dalle abitazioni ma è attrezzata con diversi impianti sportivi e gode di ampi spazi parcheggio/camping. Perfetto!
Aspetto fondamentale: nonostante la pioggia battente, il mega tendone disposto sul cemento ha permesso il regolare svolgimento della due giorni senza nessun problema rilevante. Da notare che il maltempo che si è abbattuto su Treviso il giorno precedente aveva fatto saltare una data dell'HOME Festival, per farvi capire che non si trattava di due gocce d'acqua. Complimenti ai ragazzi di TV PUNX!
Arriviamo a serata già iniziata, sul palco stanno per cominciare i WARFARE, anarco punx da Gorizia old school (1981!).
Il cantante si presenta arrivando sul palco partendo dal pubblico con una grossa croce di legno in spalla. Successivamente (come potete vedere in foto) sfodera anche una famosa scritta che poi farà a pezzi con un grosso martello. Davvero tosti!

WARFARE

Successivamente salgono sul palco gli inglesi ANTISECT, nessun fronzolo, nessuna melodia, loro sono diretti brutti e cattivi nell'aspetto e musicalmente. Non ti va bene? Calci nei denti! Riesco anche a sopravvivere a uno stage diver che mi travolge come una valanga, per fortuna sono robusto!
ANTISECT

ps: non manca il cd, è solo nascosto da qualche parte in casa mia!

Passiamo ai CONTROPOTERE! Per chi come me li segue dai primi anni '90 (senza averli mai visti suonare dal vivo) è davvero un'occasione imperdibile, e per fatalità mi trovo anche nel posto giusto al momento giusto, dato che normalmente giro a La Spezia e dintorni. Questa sera a Maserada (TV) si ritorna per un'ora nel 1986, data di uscita del demo "E' arrivato Ah Pook" (dal romanzo fantascientifico di William Burroughs). Ora, non voglio raccontarvi il concerto, sono esperienze che vanno vissute possibilmente di persona, ma sappiate che uscirà un DVD per chi non ha potuto essere presente e per chi vuol rivivere le emozioni e l'intensità di quello che più che un live sembrava un rituale pagano.
Vi lascio una piccola anteprima, giusto per farvi capire  com'era esplosiva l'atmosfera!

NON INDIETREGGIARE

Lucia (con il supporto vocale di Alessia dei VivereMerda) è incredibile, intensa, teatrale, un po' Janis Joplin e un po' Strega e anche se più o meno me la immaginavo così avendo visto dei vecchi filmati, dal vivo è davvero suggestiva! Ma bisogna fare i complimenti a tutti, perché "rispolverare"  e risuonare canzoni di 30 anni, dopo una pausa così lunga, poteva essere disastroso e invece l'energia sprigionata sul palco è stata davvero coinvolgente. Ma basta parole, ecco le immagini e giudicate voi stessi!
Bentornati CONTROPOTERE!













lunedì 11 settembre 2017

NUOVO SINGOLO PER THE VICKERS IN OCCASIONE DEI 10 ANNI DI INNER EAR RECORDS // ASCOLTA "FALLING TO PIECES"


Nuovo singolo, in vinile, per i Vickers in occasione dei festeggiamenti per i 10 anni dell'etichetta indipendente greca Inner Ear Records. Le tracce proposte nelle due facciate sono un brano inedito, "Falling to pieces", e "Love you to", da "Revolver" dei Beatles, proposto durante il tour di "Ghosts".

sabato 9 settembre 2017

HOME FESTIVAL E IL TURISMO DEL ROCK, IL BILANCIO DEL 2017 // GALLERY DI SAMUEL FAVA




Archiviata anche l'ottava di HF, la terza se consideriamo lo step dal passaggio al ticket a pagamento. Le prime cinque edizioni erano gratuite, e il cambiamento è stato obbligato, perché con l'introduzione del biglietto d'ingresso i nomi in cartellone dal 2015 sono diventati decisamente più internazionali.
Come è andata? Semplificando potremmo dire "Bene ma non benissimo", se fosse stata una partita di calcio HOME batte PIOGGIA 4-1. Siamo sinceri, quell'"1" pesa parecchio: purtroppo nella notte tra giovedì e venerdì la zona di Treviso è stata colpita da una brutta perturbazione che ha causato parecchi danni alle strutture di HF, strutture studiate per resistere alla pioggia, ma non era stata prevista una tromba d'aria! Il bilancio totale è comunque positivo, circa 65 mila spettattori durante i quattro giorni di festival, le aspettative erano quelle di superare i 90 mila, visto che la data annullata (vicina al sold out con 23mila prevendite) vedeva sul palco LIAM GALLAGHER nella sua unica data italiana. Grosso rammarico per gli organizzatori (immaginate il danno economico) e per i ragazzi giunti da tutta Italia e dall'estero per l'evento, tuttavia certe decisioni dolorose vanno prese per salvaguardare la sicurezza che (tutti sappiamo cosa è successo all'Heineken di qualche anno fa e in altri concerti in Belgio e Germania, non si possono sottovalutare questi aspetti) in un evento chiamato CASA capirete che sentirsi al sicuro è una priorità, giustamente.


Come Riserva Indie siamo stati presenti alle prime due date del Festival e alla conferenza stampa di presentazione e vi possiamo riportare le nostre impressioni e considerate che di concerti, eventi e festival ne abbiamo visti più di qualcuno!
HF si conferma all'avanguardia come organizzazione generale di evento musicale, introducendo per primo in Italia l'acqua gratuita, il rimborso dei token inutilizzati (anche se il sistema del "reso" può essere accelerato), la raccolta differenziata immediata sul posto con mini isole ecologiche sorvegliate (non sai in che bidone buttare il bicchiere di plastica? c'è un addetto che ti aiuta!), opere d'arte esposte, presentazioni di libri e fumetti, navette a/r dai parcheggi, misure antiterrorismo con zona concerto interdetta al traffico auto, camping pre-installato (non ti serve la tenda, la trovi sul posto!), il bungee jumping da 60 metri, uno studio di registrazione targato RedBull interno all'area... e non abbiamo ancora parlato di musica! (o meglio, lo abbiamo già fatto! basta cliccare DURAN DURAN oppure MAX GAZZE').


Ma come è possibile arrivare a questi livelli? Non basta la Visione e "tanta buona volontà", è necessario anche l'appoggio politico-istituzionale e commerciale perché IL TURISMO DEL ROCK, se ben fatto, rende. Secondo le ricerche del CISET ogni euro investito in HF ha reso circa 10 volte tanto in termini di ritorno economico sul territorio (alberghi, trasporti, commercio, merchandising) e il "giovane turista in sacco a pelo" di oggi potrebbe ritornare con la famiglia a visitare Treviso (ma anche Venezia e il Veneto in generale) fra dieci anni, se oggi si è trovato bene. Questo concetto è importante da far capire anche a quei politici e amministratori che dalle nostre parti (sto parlando in particolare di Liguria e Toscana) invece di favorire queste iniziative culturali cercano di ostacolarle burocraticamente o fanno ostruzione in modo passivo, sottovalutando il potenziale ritorno economico. Scelte scellerate dato che nel frattempo l'Italia ha perso eventi internazionali come ROTOTOM (il popolare festival reggae nato in Friuli ed emigrato vicino a Barcellona) e AREZZO WAVE, puntando tutto su enormi eventi singoli (tipo megaconcerti di Vasco o Liga) che lasciano solo un enorme vuoto culturale e parecchi ammassi di rifiuti sul campo.
Ma realtà europee come SZIGET o GLASTONBURY (che superano le 25 edizioni) dimostrano che i Festival si possono fare, e sono quelli i modelli di riferimento.
HOME FESTIVAL nasce dall'esperienza sul campo di HOME ROCK BAR di Treviso, locale che tuttora continua ogni settimana a proporre musica live, ed è passato da 27000 presenze nella prima edizione 2010 (gratuita) alle 80000 dello scorso anno (con ticket a 25 euro).

Concludo condividendo la lettera aperta di Amedeo Lombardi, founder di HF (nella foto in alto).

“La pioggia non ci ferma, stiamo cercando di organizzare dei secret show con gli artisti annullati la sera del venerdì” Ogni sera mi sono fermato a vedere le persone che entravano a “casa”, ero sempre ai cancelli a controllare che tutto funzionasse per il meglio. Persone di ogni tipo, le più diverse e disparate. Esseri umani, singoli individui, ognuno con le proprie vite, le proprie storie, speranze e sogni.
E se penso a molti anni fa, quando sognavo che tutto questo potesse accadere “a casa”, posso solo dire di essere felice. Felice per aver trovato persone che mi hanno aiutato a realizzare Home Festival. Un Home Festival forte, una casa dove il meteo non può metterci in ginocchio, una Home responsabile e sicura. Fatta di musica, arte, sorrisi e tanta energia positiva. Vedevo tanta gente che arrivava da tutto il mondo per vivere questa esperienza. Ma tra di loro c’erano anche tanti che non rispettavano il nostro affetto: in poche parole un HF per tanti, ma non per tutti. Chi ha messo in discussione la nostra drammatica scelta di tenere la “casa” chiusa per una sola sera per motivi di sicurezza, chi ha offeso il nostro lavoro ed i nostri sacrifici senza senso critico non merita la nostra stima. Un vecchio detto dice “Chi fa sbaglia, chi non fa parla”.
E se abbiamo commesso un errore è stato quello di mettere cuore e anima per organizzare otto edizioni stupende di Home Festival. Merito di un gruppo di persone spettacolari e motivate, mosse da passione e entusiasmo, senza le quali nessuno sarebbe qui. Per questo, l’immagine che porterò tatuata nel cuore, anche se un giorno tutto questo finirà per me e sarà magari portato avanti da altri, è quella degli occhi delle persone che hanno reso il sogno di un ragazzino realtà, di quelle persone che hanno fatto sì che non ci fermassimo di fronte alle avversità ma che si continuasse, sempre e comunque. Per questo motivo ringrazio tutti quelli che questa “casa” l’hanno costruita con impegno e dedizione.

Lo staff che lavora con me tutto l’anno, i ragazzi dell’Home Rock Bar, le amministrazioni pubbliche, il Comune ed in particolare il comando della Polizia Locale che ci ha aiutato concretamente ventiquattro ore al giorno, le forze dell’ordine per la gestione della sicurezza, le centinaia di volontari, i lavoratori che hanno reso viva l’area, ma anche tutti gli Homies che hanno saputo gioire, ballare e divertirsi.
Nonostante la pioggia, nonostante un venerdì sera che andava verso il sold out e che invece ha visto in area solo un centinaio di eroi impegnati nella ricostruzione, abbiamo registrato ottimi numeri di spettatori, come da previsione: più di sessantamila presenze totali, un successo.
A tutti gli Homies che ci hanno riempito il cuore in questi giorni dico: dopo la pioggia arriva l’arcobaleno. Abbiamo perso qualche live da sogno per la data annullata? Vi garantisco che stiamo lavorando per recuperare a breve, magari con un secret show a Treviso. Ma soprattutto diamo a tutti appuntamento alla prossima edizione. Solito fine settimana, il primo week end di settembre, da mercoledì 29 agosto a domenica 2 settembre. Sarà la nona edizione del nostro sogno."
   
CERIMONIA DI INAUGURAZIONE DI HF, PRESENTE ANCHE IL SINDACO DI TREVISO GIOVANNI MANILDO
E AMEDEO LOMBARDI, FOUNDER DI HF

TOKEN! ogni LIRA corrisponde a 2 euro

LA VENERE DEGLI STRACCI, IN SECONDO PIANO LA GRU PER IL BUNGEE JUMPING

ACQUA GRATIS, SPONSOR BY JACK DANIELS! 

Puoi arrivare in bici e parcheggiare all'ingresso!